Lo cose non succedono mai per caso. Anche la lettura del libro "Fai bei
Sogni" di Massimo Gramellini dimostra tale tesi. Era il 22 marzo quando
collegandomi su Facebook, per sapere come andava la gravidanza di una
mia collega che finiva il tempo il 31 marzo, ho letto tra i suoi post
recenti in bacheca che aveva letto il libro in un giorno trovandolo
bellissimo.
Qualche giorno dopo mia moglie mi chiede se avevo delle
preferenze per un regalo di compleanno (il 31 Marzo avrei compiuto 42
anni) visto che può capitare che qualche parente stretto la potesse
interpellare per un consiglio, Ho presso la palla la balzo e scritto su
un post-it titolo ed autore. La sera del 31 Marzo durante una pizza la
famigliola del fratello di mia moglie mi consegna il regalo. Il 1°
Aprile, domenica delle palme lo inizio a leggere intraprendendo un
viaggio nell'anima e nel cuore che terminerà il 9 Aprile, lunedì di
pasquetta con lacrime che solcano il mio viso ed un "grazie massimo" che
esce dal profondo del mio cuore.
Mai un romanzo aveva smosso così il mio animo. Dalle prime pagine ho
cercato di immedesimarmi nel protagonista pur non avendo sperimentato
la sua sofferenze per la perdita della mamma a pochi anni di vita.
Essendo padre di due bambine di 6 e 10 anni però riuscivo a percepire e
comprendere i vari stati d'animo delle persone che Massimo racconta e
che sono state soggetti importanti di oltre 40 anni della sua vita. Ho
sottolineato le frasi che mi colpivano, e sono tante. Tante perle di
vita, di saggezza. Il libro è un inno alla vita passando però per la
morte e sofferenza. E sono sempre più convinto che non si può vivere a
fondo se non si soffre, non si può rinascere se non si muore. Leggere
questo libro durante le celebrazioni della passione, morte e
risurrezione di Cristo non è stato casuale.
Il libro è la storia di una passione, di una morte e di una
rinascita che non deve per forza essere legata ad un religione o un
credo. Sono un amante della storia non raccontata, dell'archeologia non
convenzionale (detta anche eretica) e quando nel libro viene accennata a
questo passaggio importante nella vita di Massimo, l'incontro con un
persona amante di questo genere, ho capito a fondo quanto sia stato
vitale questo incontro per rinascere. L'importanza di trovare un strada
spirituale nella vita che conduce all'amore dell'altro e al difficile
salto di qualità di ogni vita: il perdono.
"...Si può coltivare la spiritualità senza appartenere ad una
religione di massa, comprendevo segreti che ci ostiniamo a ignorare
anche se si trovano dentro di noi..."
Non ho solamente letto
un libro, l'ho vissuto, l'ho fatto mio pur limitato, perché non simile
come esperienza alla mia, ma vicino a molti miei dubbi e scoperte. Credo
in Dio, mi ritengo un buona cristiano e nonostante 30 anni passati
nella parrocchia del mio quartiere alle porte di Roma, con esperienza di
fede in movimenti religiosi, sono sempre più convinto che non esiste
una univa via per vivere, un unico credo per sperare, ma esiste solo il
cercare ogni giorno nella propria mente, cercare nel proprio cuore il
proprio Sé. Un Sé che si scopre rapportandosi con l'altro, colui che la
vita di mette davanti al tuo cammino.
Consiglio a tutti di leggere questo bellissimo e intenso libro. In
particolare a tutte le persone che stanno vivendo un momento di
sofferenza, che si sentono morte dentro. E' libro che che mi ha
interrogato dentro, che mi ha fatto crescere.
Grazie Massimo
in un certo senso è che come se leggendo il tuo libro
tu abbia condiviso con me per un po di giorno il tuo peso
e questo forse, virtualmente, lo abbia reso più leggero
un abbraccio
Riccardo

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