giovedì 20 settembre 2012

"Fai bei Sogni" un libro che non si legge... si vive!!!

Lo cose non succedono mai per caso. Anche la lettura del libro "Fai bei Sogni" di Massimo Gramellini dimostra tale tesi. Era il 22 marzo quando collegandomi su Facebook, per sapere come andava la gravidanza di una mia collega che finiva il tempo il 31 marzo, ho letto tra i suoi post recenti in bacheca che aveva letto il libro in un giorno trovandolo bellissimo.


Qualche giorno dopo mia moglie mi chiede se avevo delle preferenze per un regalo di compleanno (il 31 Marzo avrei compiuto 42 anni)  visto che può capitare che qualche parente stretto la potesse interpellare per un consiglio, Ho presso la palla la balzo e scritto su un post-it titolo ed autore. La sera del 31 Marzo durante una pizza la famigliola del fratello di mia moglie  mi consegna il regalo. Il 1° Aprile, domenica delle palme lo inizio a leggere intraprendendo un viaggio nell'anima e nel cuore che terminerà il 9 Aprile, lunedì di pasquetta con lacrime che solcano il mio viso ed un "grazie massimo" che esce dal profondo del mio cuore.

Mai un romanzo aveva smosso così il mio animo. Dalle prime pagine ho cercato di immedesimarmi nel protagonista pur non avendo sperimentato la sua sofferenze per la perdita della mamma a pochi anni di vita. Essendo padre di due bambine di 6 e 10 anni però riuscivo a percepire e comprendere i vari stati d'animo delle persone che Massimo racconta e che sono state soggetti importanti di oltre 40 anni della sua vita. Ho sottolineato le frasi che mi colpivano, e sono tante. Tante perle di vita, di saggezza. Il libro è un inno alla vita passando però per la morte e sofferenza. E sono sempre più convinto che non si può vivere a fondo se non si soffre, non si può rinascere se non si muore. Leggere questo libro durante le celebrazioni della passione, morte e risurrezione di Cristo non è stato casuale.

Il libro è la storia di una passione, di una morte e di una rinascita che non deve per forza essere legata ad un religione o un credo. Sono un amante della storia non raccontata, dell'archeologia non convenzionale (detta anche eretica) e quando nel libro viene accennata a questo passaggio importante nella vita di Massimo, l'incontro con un persona amante di questo genere, ho capito a fondo quanto sia stato vitale questo incontro per rinascere. L'importanza di trovare un strada spirituale nella vita che conduce all'amore dell'altro e al difficile salto di qualità di ogni vita: il perdono.

"...Si può coltivare la spiritualità senza appartenere ad una religione di massa, comprendevo segreti che ci ostiniamo a ignorare anche se si trovano dentro di noi..."
Non ho solamente letto un libro, l'ho vissuto, l'ho fatto mio pur limitato, perché non simile come esperienza alla mia, ma vicino a molti miei dubbi e scoperte. Credo in Dio, mi ritengo un buona cristiano e nonostante 30 anni passati nella parrocchia del mio quartiere alle porte di Roma, con esperienza di fede in movimenti religiosi, sono sempre più convinto che non esiste una univa via per vivere, un unico credo per sperare, ma esiste solo il cercare ogni giorno nella propria mente, cercare nel proprio cuore il proprio Sé. Un Sé che si scopre rapportandosi con l'altro, colui che la vita di mette davanti al tuo cammino.

Consiglio a tutti di leggere questo bellissimo e intenso libro. In particolare a tutte le persone che stanno vivendo un momento di sofferenza, che si sentono morte dentro. E' libro che che mi ha interrogato dentro, che mi ha fatto crescere.

Grazie Massimo
in un certo senso è che come se leggendo il tuo libro
tu abbia condiviso con me per un po di giorno il tuo peso
e questo forse, virtualmente, lo abbia reso più leggero

un abbraccio
Riccardo

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